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Guida Tecnico Didattica per il lavoro con i DVD di Ecos Babels

(Data: 9 settembre 2005)

1. Introduzione

I DVD didattici elaborati da Ecos per Babels sono il frutto di un lavoro collettivo svoltosi nel contesto accademico della Facoltà di Traduzione e Interpretazione della Università di Granada dalla fine degli anni novanta, pero intensificatosi soprattutto dal 2002. E` parte di un progetto di metodologia della formazione di interpreti basato nell’uso di registrazioni audiovisive di cui il principale obiettivo e` avvicinare al massimo l’insegnamento e l’apprendimento della interpretazione a cio` che i professionisti fanno realmente in cabina. Gli interpreti si confrontano giornalmente con parlanti dai diversi accenti (nativi e non) che parlano a velocità molto diverse (da 80 a 200 parole al minuto), con diversi modi di vocalizzare, di improvvisare o di leggere i propri interventi e in situazioni e contesti comunicativi anche molto vari (congressi scientifici, forum tematici, conferenze stampa , assemblee di organismi internazionali, conferenze di invitati speciali, sessioni di lavoro o negoziazioni e seminari, secondo la classificazione del professore di interpretazione della Università di Vienna Franz Pöchhacker).

Così, l’obiettivo di questo metodo di apprendistato e della linea investigativa pedagogica che fa da contorno e` abituare i futuri interpreti a questa enorme varietà del linguaggio orale e delle circostanze comunicative per evitare il più possibile che i professionisti la debbano scoprire nel medesimo esercizio della professione, con il rischio che implica dover trovare continuamente risposte improvvisate a situazioni lavorative inaspettate. Con questo scopo si e` elaborato un insieme di registrazioni visive , sia estratte dalla TV satellitare (canale EbS della UE) e sia ottenute tramite cinepresa digitale, quando si trattava di registrare conferenze locali a Granada o nei forum sociali.

Ciò che ha fatto l’associazione ECOS, traduttori e interpreti per la Solidarieta`, nella struttura del suo lavoro in e per Babels, e` applicare questo metodo e riepilogare in due DVD le registrazioni del III Foro Sociale Mondiale (Porto Alegre, gennaio del 2003) e del II Foro Sociale Europeo (Parigi, novembre del 2003), oltre ad alcune conferenze tenute a Granada dalle tematiche e con oratori similari a quelle dei fori sociali e alcune conferenze stampa del Parlamento Europeo selezionate con lo stesso criterio. Purtroppo l’offerta di idiomi e` ancora limitata e per adesso disponiamo soltanto di discorsi registrati in inglese, francese, spagnolo e portoghese ,anche se di quest’ultimo idioma non si annoverano trascrizioni. Si tenta che i volontari di Babels possano avere del materiale con cui confrontare le proprie abilita` tecniche (nel caso di coloro i quali non hanno ricevuto una formazione specifica in interpretazione) e le proprie conoscenze tematiche (per coloro i quali pur avendo ricevuto formazione in interpretazione non hanno dimestichezza con i temi o le impostazioni tipiche nei forum sociali, molto diversi da quelli del “pensiero unico” con cui ci si bombarda dai mezzi di comunicazione di massa e le istituzioni educative.

Sappiamo che il lavoro con le oltre 20 ore di registrazioni di questi due DVD con cui abbiamo cominciato questo compito (promettiamo di piu in un prossimo futuro) e le sue relative trascrizioni non sostituisce una regolare formazione in interpretazione ne` un vasto percorso pratico, seppure speriamo che costituisca del materiale utile per esordire in entrambi gli aspetti, coscienti come siamo che il profilo del volontario interprete professionista e con un lungo percorso di impegno sociale non e` abbastanza da coprire tutte le necessita` del lavoro in Babels che, comunque, si impara tutto. Tanto a essere cittadino critico e solidale quanto ad interpretare in una cabina di simultanea. Si l’insegnamento istituzionale non si e` occupato abbastanza di questi due aspetti, qualcuno dovrà pur iniziare a farlo.

2. Guida tecnica

2.1. Formati di registrazione e compressione

Le registrazioni contenute nei DVD III FSM e DVD didattico II sono state realizzate nella maggioranza dei casi con telecamere digitali. Successivamente sono state rielaborate e compresse per non occupare uno spazio eccessivo su disco, ma cercando al tempo stesso di mantenere dei livelli minimi di qualità dell’immagine (DivX, 800 kbps) e dell’audio (MP3, 56 kbps a 22 khz). Con questi formati di compressione (circa 6,2 Mb/minuto) si possono registrare circa 12 ore di filmato su ogni DVD (4,5 Gb), l’equivalente di 7 CD (calcolando circa 1 ora e 40 minuti per CD). Per riprodurli è sufficiente un lettore DVD su computer. In mancanza di lettore i file video possono essere registrati su CD e da lì copiati sull’hard disk del computer. In tal caso è opportuno assicurarsi di avere spazio a sufficienza sull’hard disk.

2.2. Qualità dell’immagine e dell’audio

L’audio è stato registrato con metodi diversi in base alle circostanze. Nonostante gli addetti alle riprese non fossero tecnici professionisti si è cercato di fare in modo che la qualità dell’immagine e, in particolar modo, dell’audio fosse il più alta possibile per permettere la formazione in condizioni simili a quelle reali. Ciononostante coloro che lavorano con i filmati potranno verificare che non sempre sono stati raggiunti i risultati sperati. Innanzitutto bisogna precisare che sappiamo che le registrazioni non sono adatte a esercitazioni di interpretazione simultanea. Tuttavia le abbiamo inserite per le seguenti ragioni:
- a) Perchè i problemi di audio o di immagine riguardavano solo una parte di un certo discorso o discussione, il che non impediva di lavorare con il resto sfruttando, per le parti mancanti, la trascrizione (Word) corrispondente.
- b) Perché anche quando i problemi riguardavano l’insieme del discorso o discussione al punto da renderli sconsigliabili per la pratica dell’interpretazione, presentavano un interesse sufficiente come “discorsi paralleli” (quelli che servono per preparare un lavoro con testi analoghi) per conservarli per un uso strettamente legato alla preparazione tematica e terminologica o pensando alla traduzione a vista delle rispettive trascrizioni. Nelle “Osservazioni” che trovate tra i dati del primo DVD (III FSM, v.3.1) e nelle trascrizioni sono disponibili indicazioni sulle carenze audio che è opportuno considerare prima di ogni esercitazione.

2.3. Come riprodurre i filmati

Il primo DVD contiene l’eseguibile del programma DivX Pro5GainBundle, disponibile gratuitamente su Internet. Per riprodurre i videoclips è necessario che questo programma, o le sue versioni successive, sia installato sul vostro hard disk. Una volta installato potete utilizzare il lettore abituale del sistema operativo Windows (Windows Media Player, lo stesso che si usa per ascoltare un CD musicale) o lo stesso lettore di DivX che deve apparire sul desktop del computer col nome di DivX Player 2.0. Alpha se avete installato il programma. Una volta lanciato uno qualsiasi di questi due programmi (non abbiamo provato personalmente con Mac, tuttavia ci risulta che funziona anche con il suo lettore video) possiamo riprodurre i filmati in questo modo:
- a) DivX Player 2.0. Alpha: in alto a sinistra c’è un’etichetta. Cliccandovi sopra si apre un menù che comprende l’opzione “Open”. Da lì si cerca il filmato nella cartella corrispondente.
- b) Windows Media Player (versione Windows XP): sull’etichetta “File” selezionare “Apri” e procedere come in a)
- c) Da “Risorse del computer”: cercare il filmato nella rispettiva cartella, posizionarvi sopra il mouse e schiacciare il pulsante destro del mouse. Si aprirà un menù che comprende, tra le altre, le opzioni “Riproduci”, “Apri” e “Apri con”. Se scegliamo “Riproduci” o “Apri” verrà lanciato il lettore di file multimediali selezionato come opzione predefinita. Se scegliamo “Apri con” comparirà una lista dei lettori di files multimediali installati sul computer da cui scegliere quello che preferiamo.

I riproduttori di files multimediali hanno dei comandi per riprodurre il file (play), interromperlo (pausa o stop) e un cursore che ci permette di spostare in avanti o indietro il punto di partenza della riproduzione, oltre a un timer che ci indica minuti e secondi del video che stiamo guardando. E’ inoltre possibile alzare o abbassare il volume di riproduzione. Le ultime versioni di Windows Media Player possiedono inoltre un equalizzatore che in genere non risulta necessario ma che può rivelarsi utile in caso di difetti nell’audio della registrazione (ad esempio, se il volume è troppo basso è possibile alzare il volume principale – come nel caso del discorso di Ignacio Ramonet durante il FSM).

In genere è stato registrato un filmato (file) a sè stante per ogni discorso “lungo” (5-30 min.) o parte di discussione. I filmati sono di facile identificazione perché contengono nel loro nome quello dell’oratore. Le conferenze molto lunghe, per facilitarne la trascrizione e la riproduzione, sono state divise in vari filmati che in genere non superano i 30 minuti l’uno.

Per esercitarsi nella pratica dell’interpretazione si raccomanda l’uso di auricolari (collegati alle casse del computer o a casse esterne) e la registrazione della propria prestazione con un registratore analogico (su cassetta) tradizionale o un programma di registrazione audio sul computer stesso, se lo si possiede. Oltre al controllo volume previsto dai programmi lettori di files multimediali, potete usare il controllo volume del computer se necessario (cliccando due volte sull’icona del megafono nella barra degli strumenti inferiore di Windows). Questo dispositivo possiede un sistema di bilanciamento che permette di ascoltare un solo canale (destro o sinistro) in caso di distorsioni nell’altro (ad es.: filmato di Arcadi Oliveres nel DVD didattico II).

3. Guida didattica

3.1. La banca dati Marius

Per classificare le registrazioni in ordine di difficoltà è stata creata la banca dati Marius usando il programma Access di Microsoft Office (ci spiace citare tanti prodotti di Bill Gates, ma non ci è stato ancora possibile sfuggire al suo pressoché totale monopolio). Nel DVD FSM 03 compare una sezione (vedi) di questa banca dati. Per aprirla cliccate due volte il file “FSM POA 03” e quindi “III-FSM-03”. In questa banca dati troverete, tra l’altro, le seguenti informazioni su ogni discorso e ogni intervento: riferimento della cartella in cui si trova, titolo o descrizione dell’evento comunicativo (conferenza, seminario, tavola rotonda, conferenza stampa, ecc.) di cui fa parte, nome dell’oratore, situazione dell’oratore (in quale veste agisce, ad esempio di rappresentante di un’organizzazione sociale, professore, partecipante ad una conferenza…), lingua (si usano le abbreviazioni ufficiali dell’UE: EN per inglese, FR-francese, ES-spagnolo, PT-portoghese), grado di apprendimento per cui è consigliato questo testo (nel caso dell’interpretazione simultanea –is– si distinguono is iniziale, is intermedia, is avanzata e is con testo, oltre a traduzione a vista), data, durata, numero di parole, velocità (parole al minuto), argomento, grado di specificità (a braccio o letto) e commenti. In questo ultimo campo sono elencati i fattori che hanno un’incidenza sul suono o fattori di altro tipo che è necessario tenere presente prima di iniziare a lavorare con il discorso in questione. Dalla banca dati del III FSM di Porto Alegre potete accedere alle trascrizioni letterali dei discorsi. A questo fine, nel campo “Trascrizione rivista” cliccate due volte nelle caselle che contengono l’indicazione “Microsoft Word” e si aprirà il documento corrispondente.

È molto importante che scegliate bene l’ordine di difficoltà degli esercizi e che seguiate la successione adatta, specialmente se non avete familiarità con le tecniche di interpretazione e/o con le tematiche dei forum sociali. La velocità dell’oratore, che compare all’inizio della trascrizione di ogni discorso o intervento, non è l’unico fattore di difficoltà né è sempre il più importante (influiscono anche il grado di specificità, l’accento, il tipo di registro, la complessità sintattica, l’intonazione più o meno enfatica, più o meno naturale/artificiale - testi letti - , il grado di conoscenza che abbiamo del contesto, l’eventuale uso di espressioni umoristiche o ironiche, ...), però è abbastanza indicativa perché determina la quantità di informazione elaborata dall’interprete per unità di tempo e, in generale, possiamo seguire il criterio seguente:
- 90-120 parole/minuto: grado di difficoltà basso
- 120-150 p/m: grado di difficoltà intermedio
- più di 150 p/m: grado di difficoltà alto A volte anche un discorso troppo lento (meno di 90 p/m) può presentare più difficoltà perché richiede all’interprete un maggiore sforzo di memoria nelle concordanze tra soggetto e verbo, ad esempio).

3.2. Le trascrizioni

I video sono organizzati in cartelle che corrispondono alla sessione in cui è stato pronunciato ciascun discorso. I nomi dei clip compaiono preceduti da una cifra che indica l’ordine cronologico di ogni intervento. Inoltre ogni cartella di video contiene una “sottocartella” di testi in cui, oltre alle trascrizioni dei discorsi – un file a cui si può accedere autonomamente - troverete documenti complementari che vi aiuteranno a contestualizzare i discorsi e avviare una preparazione tematica/terminologica prima di iniziare a lavorare con i discorsi, utile soprattutto se non conoscete a fondo l’argomento.

Le trascrizioni rispecchiano “in modo letterale” ciò che è stato detto dall’oratore/dall’oratrice. I criteri di trascrizione osservati sono i seguenti:
- a) Riflettere nel testo tutto ciò che elabora l’interprete in cabina, comprese “le false partenze” (frasi o sintagmi iniziati ma non terminati) o incoerenze lessicali o grammaticali che l’oratore ha potuto commettere a causa del carattere spontaneo del discorso. In entrambi i casi si copia in corsivo il frammento corrispondente affinché chi legge la trascrizione possa distinguere ciò che l’oratore dice realmente da ciò che voleva comunicare e per evitare che qualcuno consideri come uso corretto di una determinata lingua tutto ciò che trova nei testi.
- b) Non copiare quegli elementi del discorso che non apportano informazione aggiunta che deve essere elaborata dall’interprete. In questo modo non si riproducono parole o parti di una frase ripetute da un oratore se non si osserva nella ripetizione una particolare intenzione enfatica, né le pause sonore, a meno che non siano prolungate, nel qual caso verranno trascritte con tre punti di sospensione di continuo (senza spazio) a partire dalla parola che precede la pausa.

Per facilitare il lavoro di trascrizione sono stati utilizzati i seguenti codici a colori:
- termine specifico del campo/dei campi tematico/i principale/i del discorso, indipendentemente dal fatto che pongano o meno delle difficoltà di resa.
- termine specifico di campi diversi rispetto a quello principale del discorso
- parole/espressione di uso poco frequente che, anche se non rappresentano dei termini specifici, possono presentare dei problemi di resa nella lingua di arrivo
- frammenti della registrazione con qualità scadente del suono
- nomi propri di persone o istituzioni
- false partenze o usi scorretti della lingua
- parole o frammenti la cui trascrizione è dubbia: problemi di suono, nomi propri di cui non è stato possibile verificare l’ortografia, ecc.

Soprattutto nel caso degli argomenti di cui non si ha familiarità si consiglia di dare un’occhiata alle difficoltà lessicali o fraseologiche segnalate da questo mezzo nelle trascrizioni e risolverle prima di iniziare l’interpretazione.

Le trascrizioni inoltre dispongono di note a pie di pagina che aiutano a risolvere alcune delle difficoltà più ricorrenti contenute nei testi. Normalmente si include soltanto una definizione monolingue del termine, con esempi del suo utilizzo, estratti di dizionari elettronici, enciclopedie, pagine web, ecc. In questo modo la spiegazione mantiene la sua utilità indipendentemente dalla vostra lingua di arrivo. Inoltre una stessa difficoltà tecnica può avere varie soluzioni tecniche valide. Tocca a voi scoprirle.

3.3 Autocorrezione

È consigliabile effettuare due ascolti delle registrazioni dei vostri esercizi. Nella prima presterete attenzione, dimenticando l’originale, all’impressione generale che dareste ad un possibile “ascoltatore” della vostra interpretazione (intonazione, scorrevolezza, voce, sicurezza, vocalizzazione). Nella seconda terrete sempre davanti la trascrizione del discorso originale, possibilmente stampata su carta. Per questo tutti i testi hanno un’interlinea di 1,5 per lasciare spazio alle annotazioni. Si raccomanda di segnare in alto nell’originale le deviazioni di senso e gli errori di espressione nella lingua di arrivo. Si consiglia di sfruttare anche la trascrizione per cercare nei dizionari, su Internet, ecc. qualsiasi parola o espressione il cui significato o resa vi crea delle difficoltà o vi fa sorgere dei dubbi. In questo modo amplierete la vostra disponibilità lessicale nelle due lingue e automatizzerete le equivalenze, cosa vitale nell’interpretazione perché in cabina non avrete tempo di cercare nel dizionario ciò che non riuscite a rendere.

Può essere d’aiuto nella valutazione dei vostri esercizi utilizzare i seguenti codici di errore per annotarli a margine della trascrizione:

- a) Errori di senso (per ordine decrescente di gravità)
— C.S.: controsenso: se avete detto il contrario dell’originale
— N.S.: “senza senso”: se avete detto una cosa che non ha senso in sé e per sé (al di là dell’originale)
— F.S.: senso falsato: se avete cambiato il senso dell’originale (senza dire il contrario)
— OMN: parola, frase o parte di frase omessa e che invece apportava informazioni importanti
— CIFRA: cambiamento della cifra originale
— Gro: uso di genere contrario a quello dell’originale (maschile al posto di femminile o viceversa)
— Nº: uso del numero diverso da quello dell’originale (singolare al posto di plurale o viceversa)

- b) Errori d’espressione
— FRAS.: errore di espressione che influisce su più di una parola (frase o parte di frase; non abbiamo cambiato il senso, ma non abbiamo usato la formula più idiomatica o più appropriata in un determinato contesto)
— LÉX.: errore di espressione che influisce su un termine specifico o su una parola di uso comune (con lo stesso criterio che in “FRAS.”)

Ciascun tipo di errore può essere più o meno grave a seconda della funzione di dimensione della deviazione dal significato e dalla sua ripercussione nell’insieme del discorso nel suo contesto. Per distinguere la maggiore o minore gravità potete ricorrere alle MAIUSCOLE/minuscole nell’abbreviazione dell’errore (es.: FS/fs), sottolineati, ecc.

Per incoraggiarvi e per non segnalare solo gli errori potete annotare un ! a margine per indicare particolare maestria nel risolvere una difficoltà nell’originale.

 
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